Si possono accarezzare tutti i cani? E soprattutto, come farlo nel modo giusto?

Si possono accarezzare tutti i cani? E soprattutto, come farlo nel modo giusto?

Vedere un cane per strada e avere subito voglia di accarezzarlo è una reazione molto comune. Una mano sulla testa, una carezza sul muso, qualche grattino dietro le orecchie: per noi sono gesti affettuosi e spontanei. Ma siamo sicuri che per il cane abbiano sempre lo stesso significato?

La risposta è no. Non tutti i cani amano essere toccati da persone che non conoscono e anche quelli più socievoli possono non desiderare una carezza in un determinato momento. Imparare ad avvicinarsi nel modo corretto e, soprattutto, osservare il linguaggio del cane è il primo passo per rispettare i suoi spazi.

Si possono accarezzare tutti i cani?

No, e il fatto che un cane sia tranquillo, si trovi in un luogo pubblico o sia al guinzaglio non significa automaticamente che voglia essere accarezzato.

Ogni cane ha un carattere, una storia e un livello di socializzazione differente. Alcuni cercano spontaneamente il contatto con le persone, altri sono più riservati. Un cane potrebbe inoltre avere avuto esperienze negative, essere impaurito, dolorante, stanco o semplicemente non avere voglia di interagire in quel momento.

Per questo, davanti a un cane che non conosciamo, la prima regola è molto semplice: chiedere sempre al proprietario prima di accarezzarlo.

Sarà lui a poterci dire se il cane gradisce normalmente il contatto con gli estranei o se, al contrario, è meglio mantenere le distanze.

Come avvicinarsi a un cane che non conosciamo?

Uno degli errori più comuni è dirigersi immediatamente verso il cane, magari guardandolo negli occhi e allungando una mano verso il suo muso.

Meglio evitare un approccio troppo diretto. Possiamo mantenere una postura rilassata, non incombere sull’animale e lasciare che sia il cane, quando possibile, a ridurre la distanza e a raccogliere informazioni su di noi.

Non è necessario mettergli una mano davanti al naso perché possa annusarla. Il suo olfatto è perfettamente in grado di percepire la nostra presenza e i nostri odori anche senza questo gesto.

Se il cane si avvicina spontaneamente, possiamo osservare il suo comportamento prima di cercare il contatto.

Dove piace ai cani essere accarezzati?

Non esiste un punto che piaccia indistintamente a tutti i cani. Le preferenze sono individuali e diventano ancora più importanti quando l’animale non ci conosce.

In generale, un contatto delicato sul petto, sulla parte laterale del corpo o in alcune zone del collo può risultare meno invasivo rispetto a una mano che arriva direttamente sopra la testa.

Con un cane sconosciuto è invece prudente evitare di toccare immediatamente zampe, coda, muso e altre zone particolarmente sensibili.

Con il proprio cane il discorso cambia: vivendo insieme impariamo progressivamente a conoscere quali tipi di contatto apprezza e quali preferisce evitare.

Perché è meglio non accarezzare subito un cane sulla testa?

Per noi appoggiare una mano sulla testa di un cane può sembrare uno dei gesti più naturali del mondo. Dal suo punto di vista, però, vedere una mano che arriva dall’alto può essere invasivo o creare disagio, soprattutto se proviene da uno sconosciuto.

Questo non significa che a nessun cane piaccia essere accarezzato sulla testa. Molti cani abituati al contatto con la propria famiglia lo apprezzano tranquillamente.

La differenza è nel contesto e nella relazione: ciò che un cane accetta volentieri da una persona di cui si fida potrebbe non essere altrettanto piacevole se fatto da qualcuno incontrato pochi secondi prima.

Come capire se un cane vuole essere accarezzato?

Il cane comunica continuamente attraverso il corpo e imparare a osservarlo è fondamentale.

Un cane che desidera continuare un’interazione può avvicinarsi spontaneamente, cercare nuovamente il contatto o mantenere una postura rilassata.

Al contrario, se si allontana, gira la testa, irrigidisce il corpo o cerca di sottrarsi al contatto, è importante rispettare immediatamente la sua scelta.

Esistono anche segnali di disagio più sottili che spesso passano inosservati: leccarsi rapidamente il naso, sbadigliare in un contesto in cui non è stanco, abbassare la postura, mostrare il bianco degli occhi o tenere le orecchie indietro possono, a seconda della situazione, indicare tensione o disagio.

Un singolo gesto non va però interpretato isolatamente: bisogna sempre considerare l’intero comportamento del cane e il contesto in cui si trova.

Se un cane scodinzola significa che vuole essere accarezzato?

Non necessariamente.

È probabilmente uno degli equivoci più diffusi nel rapporto tra persone e cani: associare automaticamente lo scodinzolio alla felicità.

Il movimento della coda indica uno stato di attivazione e deve essere letto insieme alla postura, alla posizione della coda, alla velocità del movimento e agli altri segnali corporei. Un cane può muovere la coda anche mentre si trova in una situazione di tensione o incertezza.

Per questo lo scodinzolio, da solo, non dovrebbe essere considerato un invito automatico alla carezza.

Come capire se al cane piace davvero la carezza?

Possiamo fare una cosa semplicissima: fermarci.

Dopo qualche secondo di contatto, interrompiamo la carezza e osserviamo cosa fa il cane. Se cerca nuovamente la nostra mano, si avvicina o sollecita il contatto, possiamo avere un’indicazione del fatto che desideri continuare.

Se invece approfitta della pausa per allontanarsi, girarsi o dedicarsi ad altro, non è necessario rincorrerlo con un’altra carezza.

È un piccolo gesto che ci aiuta a trasformare il contatto fisico in una vera interazione, nella quale anche il cane ha la possibilità di scegliere.

Possiamo abbracciare un cane?

L’abbraccio è un altro gesto molto umano. Noi lo utilizziamo per dimostrare affetto, ma per un cane essere stretto tra le braccia può significare avere una possibilità di movimento ridotta.

Alcuni cani abituati agli abbracci dei propri familiari possono tollerarli o cercare forme di contatto molto strette. Questo, però, non significa che sia un comportamento da estendere automaticamente a tutti i cani.

Con un animale che non conosciamo è quindi meglio evitare di abbracciarlo, stringerlo o avvicinare improvvisamente il nostro viso al suo muso.

Come devono comportarsi i bambini quando vogliono accarezzare un cane?

Con i bambini è necessaria ancora più attenzione.

Correre incontro a un cane, abbracciarlo, tirargli la coda o le orecchie, disturbarlo mentre mangia o dorme sono comportamenti da evitare. È importante insegnare fin da piccoli che il cane non è un giocattolo e che anche lui ha diritto ai propri spazi.

Prima di accarezzare un cane sconosciuto, il bambino dovrebbe chiedere il permesso al proprietario e l’interazione dovrebbe avvenire sotto la supervisione attenta di un adulto.

Ma c’è un insegnamento ancora più importante: se il cane si allontana, non bisogna seguirlo per continuare ad accarezzarlo. Lasciargli la possibilità di interrompere l’interazione è una forma di rispetto.

E se il cane ringhia quando proviamo ad accarezzarlo?

Il ringhio non dovrebbe essere ignorato né punito. È una forma di comunicazione con cui il cane può segnalare che si sente a disagio e desidera maggiore distanza.

In quel momento la cosa più importante è interrompere il contatto e lasciargli spazio, senza insistere.

Se comportamenti di questo tipo si verificano frequentemente con il proprio cane, può essere utile comprenderne le cause con l’aiuto di un professionista qualificato e, quando necessario, del medico veterinario, soprattutto se la reazione compare improvvisamente o potrebbe essere collegata a dolore o malessere.

Accarezzare un cane significa anche rispettare un suo “no”

Forse il modo migliore per accarezzare un cane è smettere di considerare la carezza come qualcosa che necessariamente gli faccia piacere.

Un cane non deve accettare il contatto soltanto perché noi vogliamo dimostrargli affetto. Possiamo chiedere al proprietario, avvicinarci con calma, osservare il suo corpo e lasciare che sia anche lui a partecipare alla scelta.

Perché costruire una buona relazione con gli animali significa anche questo: imparare ad ascoltare ciò che ci comunicano, anche quando la risposta è semplicemente “adesso no”.

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